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Portale dell'Anatolistica fiorentina
Home page > La storia > Dalla decifrazione della lingua ittita all’attività dei filologi fiorentini

Dalla mostra: Ushakli Höyük: Scavi fiorentini in una città santa dell'Anatolia centrale (Firenze 27 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016) G. Torri

Giulia Torri

La scoperta degli ittiti e i documenti in grafia cuneiforme

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In una memoria del 1876 alla Society of Biblical Archaeology lo studioso inglese A.H. Sayce aveva affermato che i monumentali blocchi ritrovati a Hamath sull’Oronte e ad Aleppo, incisi in una grafia allora sconosciuta, erano un prodotto della civiltà degli Ittiti, allora noti solo attraverso la Bibbia. Lo stesso Sayce nel corso dei suoi studi aveva affermato che molte iscrizioni monumentali ritrovate in territorio anatolico erano state prodotte dalla stessa civiltà.

Tale quadro fu rivoluzionato dalla scoperta delle prime tavolette cuneiformi in lingua ittita nel 1887 durante gli scavi del sito di Tell El Alamarna (Akhetaton). Si trattava di lettere indirizzate dal sovrano di Arzawa Tarhundaradu alla corte egizia di Amenofi III a causa di trattative matrimoniali. La grafia cuneiforme di tali testi era comprensibile in quanto si trattava dello stesso sillabario accadico già da lungo tempo decifrato.

La scrittura dei blocchi di Hama e Aleppo, oggi nota come geroglifico anatolico, un tipo di scrittura utilizzato dagli stessi ittiti per le iscrizioni monumentali e più tardi da popolazioni luvie di Siria e Anatolia del I millennio, venne decifrata solo nella metà del XX secolo grazie alla scoperta della bilingue fenicio-luvia di Karatepe. Il contenuto dei testi ittiti in grafia cuneiforme è vario: si tratta di composizioni a carattere storico, amministrativo, diplomatico, religioso.

Si hanno, inoltre, testi di tipo scolastico, come i vocabolari e le liste lessicali simili a quelli di origine mesopotamica. La scrittura cuneiforme ittita rappresenta il tentativo di adattare una lingua appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee ad un sistema grafico, il cuneiforme accadico, utilizzato nei secoli per esprimere le lingue semitiche. In quell’anno in un articolo Die Lösung des hethitischen Problems (La soluzione del problema dell’ittita) l’assiriologo ceco Bedřich Hrozný, professore all’università di Vienna, fu in grado di dimostrare che la lingua ittita apparteneva senza dubbio alcuno alla famiglia linguistica indoeuropea e tanto condivideva strutturalmente con lingue antiche come il greco e il latino. L’esempio principale usato da Hrozný fu la frase: "nu NINDA-an ezatteni watar-ma ekutteni", inserita in un lungo testo di istruzione per il personale dei templi: “Mangerete pane e berrete acqua”. La riscoperta degli ittiti ad opera degli archeologi tedeschi non si accompagnò ad una immediata comprensione dei testi in lingua ittita. Winckler era un assiriologo e dunque in grado di leggere la grafia cuneiforme dei testi che venivano ritrovati nel corso delle attività di scavo. Tra questi vi erano numerosi testi in lingua accadica che furono determinanti per la ricostruzione della storia degli Ittiti. D’altra parte la comprensione della maggior parte dei testi ritrovati a Boğazköy rimase un mistero e fu a lungo dibattuta fino alla svolta del 1915.

 

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1915-2015: Cento anni dalla decifrazione della lingua ittita


Il contenuto dei testi ittiti è vario: si tratta di composizioni a carattere storico, amministrativo,  diplomatico, religioso. Si hanno, inoltre, testi di tipo scolastico, come i vocabolari e le liste lessicali simili a quelli di origine mesopotamica. Molti di testi vennero composti dagli scribi di Hattuša, altri sono opere di importazione, rielaborate sulla base di modelli mesopotamici e hurriti. Si ritiene che il modello di scrittura adottato dagli scribi di Hattusa, capitale del regno, fosse il sillabario cuneiforme dell’area siriana, a noi noto soprattutto attraverso gli archivi di Alalakh (Tell Açana, strato VII). Tale sistema di scrittura venne acquisito nel periodo delle campagne militari di Hattušili I nella Siria del nord (1570 ca.). Questo sovrano, il primo ad essere menzionato negli archivi di Hattuša, probabilmente fondatore della dinastia che poi prese il potere su tutta l’Anatolia, riportò scribi siriani nella capitale. Furono questi scribi a gettare le basi per l’elaborazione del sistema di scrittura ittita. Ritrovamenti di archivi minori, ma altrettanto importanti per il contenuto dei testi, sono stati fatti in altri siti archeologici della Turchia: Ortaköy (l’antica Šapinuwa), Maşat (Tapikka), Kuşakı (Šarišša) e Kayaıpinar (Šamuha); Uşaklı (Zippalanda?). In Siria, regione stabilmente sotto il controllo ittita a partire dal XIV sec., sono state ritrovate tavolette in lingua ittita o comunque risalenti all’amministrazione ittita ad Alalakh (Tell Açana), Ugarit (Tell Ras Shamra), Karkemiš (Jerablus), Emar (Meskene) e più recentemente a Tell Afis. La lingua in cui queste tavole erano scritte restava a quel tempo sconosciuta, anche se lo studioso norvegese J.A. Knudtzon studiando le lettere aveva notato una sua affinità con l’indoeuropeo.



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Fonte: Seeher, Guida di Hattusa

Approfondimenti

Ittita cuneiforme (la lingua e la scrittura)

Luvio geroglifico

Luvio cuneiforme


 
ultimo aggiornamento: 26-Dic-2015
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