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Portale dell'Anatolistica fiorentina

Gli scribi del Haus am Hang e le loro tavolette

Nelle tavole e nei frammenti rinvenuti nel HaH ve ne sono alcuni di particolare interesse, in cui vi è chiaramente conservato il nome dello scriba che aveva redatto questi testi, o sotto la cui supervisione i testi erano stati copiati. Di seguito tratterò solo i nomi che si sono conservati completamente.

 

La lista dei colofoni del HaH con il nome di uno scriba o di un supervisore comprende:

KBo 12.41+ 1’-4’ (Meramuwa)

KBo 12.63 rev. r. col. 1’-3’ (X-Šarruma)

KBo 12.95 rev. 2’-3’ (Piḫamuwa da Ukkiya)

KBo 12.105 rev. IV 1’-7’ (Ḫanukkuili DUMU NU.GIŠ.SAR)

KBo 13.27+VBoT 12 12’-14’ (Palla)

KBo 13.62 rev. (Tarkasnatalana)

KBo 13.71+ l.e. 1-2 (Ku-x)

KBo 13.106 l.e. (Ḫillu)

KBo 13.240 rev. 1’ (Kuruntapiya)

KBo 45.11 rev. 2’-4’ (Piḫawalwi, Palluwaraziti)

KBo 45.34 rev. 5’-6’ (Piḫawalwi, Palluwaraziti)

KBo 45.37 1’-3’ (Anuwanza)

KBo 45.69 rev. 3’-6’ (Piḫami, Ḫalwaziti)

KBo 56.209 rev. 1’-3’ (Pariziti [?], Walwaziti)

 

Dei nomi attestati alcuni compaiono solo in quest’area.

Si tratta in particolare di Piha-muwa, scriba di KBo 12.95, colofone trovato purtroppo mutilo del testo al quale apparteneva. Un altro Piha-muwa noto è un fabbro e sembra difficile che si tratti dello stesso uomo. Bisogna tuttavia notare come Piha-muwa ci dia un’indicazione preziosa sulla sua origine, visto che si definisce “abitante della città di Ukkiya”, stessa città dello scriba Halwaziti, al quale faremo riferimento in seguito e di Lila-UR.MAH, scriba del rituale di Pilliya di Kizzuwatna CTH 475. Da notare che la città di Ukkiya è altrimenti sconosciuta alla documentazione ittita.

 

Hillu, il cui nome compare sul bordo sinistro di una tavoletta copia del rituale di Hutuši, KBo 13.106 non sembra essere noto come redattore di altri testi. Le altre tavole di questo rituale sono state ritrovate nell’edificio A di Bk e nel Tempio I, fatto che sembra essere ricorrente per molti rituali magici.

 

Pihami, scriba GÁB.ZU.ZU di un testo festivo legato al culto di Zippalanda eseguito da un DUMU.LUGAL, KBo 45.69, scritto sotto la supervisione del ben più noto Halwaziti del quale si parlerà tra breve.

 

E infine Mera-muwa, noto come scriba anche attraverso due sigilli, SBO II 80 e 81, definito EN.GIŠ.KIN-TI nel colofone del Haus am Hang KBo 12.41, trattato di Šuppiluliuma II con Talmi-Tešub di Karkemiš. Il testo venne redatto da uno scriba “esperto”, GÁB.ZU.ZU, secondo l’interpretazione di Güterbock, un allievo, il cui nome è andato perso.  La presenza di questo colofone è piuttosto importante in quanto testimonia che questo deposito di tavole era ancora in uso all’epoca di Šuppiluliuma II. Del resto questo non è l’unico testo storico che può essere datato ad una fase di epoca imperiale così tarda visto che in quest’edificio sono stati ritrovati i testi relativi alla conquista di Alašiya, CTH 121 e CTH 141 databili proprio all’epoca di questo sovrano.

 

Tali testi testimoniano dunque il termine ultimo di attività dell’edificio come biblioteca. Se si considera che la tavola in nostro possesso era stata preparata da un allievo al cospetto del suo maestro, ne deriva che in questo edificio non era conservata la versione originale del trattato ma probabilmente una sua copia. O ancora che nel HaH, nel caso si voglia vedere in questo edificio un luogo nel quale i testi erano redatti, il trattato era stato utilizzato per addestrare un allievo e nello stesso tempo per preparare un copia del trattato stesso.

 

Gli altri scribi noti attraverso questo gruppo di colofoni sono nomi comuni nell’epoca imperiale risalente alla fase che va da Muwatalli a Šuppiluliuma II. Non si può dunque affermare che certi scribi di Hattuša lavorassero solo in un determinato edificio o che i testi da loro copiati fossero archiviati in un unico deposito.

 

Lo scriba più antico è probabilmente Kuruntapiya, noto anche come nonno di Ašhapala, attestato nel colofone di un rituale magico attualmente non attribuibile ad alcuno dei rituali noti. Si tratta infatti del frammento KBo 13.240, classificato come CTH 470, rituale eseguito da una MUNUSŠU.GI. Questo scriba, il cui nome è scritto sempre nella forma ideografica dLAMMA.SUM non è noto come artefice di altri testi ma la sua funzione è attestata nella versione accadica del trattato tra Muwatalli II e Talmi-Šarruma di Aleppo CTH 75. Nella lista conclusiva dei testimoni egli è menzionato come antuwašalli LUGAL e DUB.SAR accanto al GAL DUB.SARMEŠ Mittannamuwa.

 

Secondo per antichità è forse Palla, autore di un testo mantico, KBo 13.27+, nel cui colofone egli si definisce KAB.ZU.ZU.

L’unico personaggio noto con questo nome è il padre di Angulli il quale lavorò sotto la supervisione di Anuwanza e che in seguito divenne egli stesso controllore di altri scribi.

Lo scriba Palla è attestato anche nel colofone di un testo festivo, KBo 30.144, proveniente da BkA, nel quale tuttavia non usa alcun titolo, anche se ancora scrive sotto la supervisione di uno scriba il cui nome anche in questo caso è andato perso.

Se dunque si tratta dello stesso personaggio, padre di Angulli, si può ritenere che egli sia vissuto all’epoca di Anuwanza o qualche anno prima che questo scriba cominciasse la sua attività.

Anche il nome di Anuwanza è attestato nella “Casa sul Pendio” attraverso il colofone KBo 45.37, appartenente alla festa nuntarriyašha CTH 626. In questo frammento lo scriba è lo stesso autore del testo, cosa atipica visto che normalmente Anuwanza compare come supervisore di altri scribi. In questo colofone egli si definisce DUB.SAR, titolo che porta anche come sorvegliante, accanto a quello più frequente di SAG.

Anuwanza assiste sempre alla stesura di scritti a carattere religioso, testi festivi o di inventario cultuale e rituali magici fatta eccezione per il testo del protocollo del portiere CTH 263. Quello che si nota comunque è che quale sia il titolo portato da Anuwanza, non sembra che vi fosse una sua particolare connessione con un determinato edificio di Hattuša a seconda del livello della sua carriera, come semplice scriba o come controllore di altri scribi.

 

Nella documentazione sicuramente appartenente al HaH i testi religiosi rappresentano il numero più elevato ed in particolare quelli che riguardano le feste. Tra i testi relativi a questa tipologia si trovano anche quelli che hanno tramandato il nome degli scribi già citati, Pihawalwi DUB.SAR.GIŠ e Palluwaraziti DUB.SAR: in particolare i colofoni del testo KBo 45.11, CTH 597, festa dell’inverno; KBo 45.34, appartenente alla festa AN.TAH.ŠUM. Si tratta di colofoni che molto hanno già fatto discutere gli studiosi sulla loro composizione e per il significato delle frasi utilizzate in essi in maniera stereotipa. Sebbene, come sempre, non è possibile sapere l’origine di tutti i testi che portano il nome di questi due scribi, si nota tuttavia che per i pochi testi dei quali la provenienza è nota, essa si limita al HaH e a Bk. In quest’ultimo caso all’edificio E e all’edificio D. Insieme a Piha-Ur.MAH e a Palluwara-ziti sono raramente attestati altri scribi: si tratta in particolare di NU.GIŠ.KIRI6 (JCS 37 Nr. 53 A12234),  di Ulme-Šarruma (Bo 6780) e di Hulla (KUB XLIV 24).

 

Uno scriba sicuramente dell’epoca di Tuthaliya IV, noto soprattutto come autore della tavola di Bronzo, è Halwaziti. In questo trattato egli si definisce figlio di Lupakki e abitante di Ukkiya. Nel HaH si è conservato un testo, KBo 45.69, scritto dallo scriba Pihami che, appunto si dice allievo GÁB.ZU.ZU di Halwaziti. Che egli abbia lavorato come supervisore è noto ad esempio anche dal testo KUB 13.7 CTH 258, testo di giuramento dell’epoca di Tuthaliya IV, secondo il cui colofone assiste insieme a Mahhuzi, lo scriba Duda nel rinnovamento della tavola; e ancora dal testo KUB 57.110 nel quale controlla il lavoro di un altro GÁB.ZU.ZU il cui nome, solo parzialmente conservato termina in Šarruma e potrebbe essere per tanto identificato con GUR-Šarruma, figlio di Halpaziti e che sicuramente lavorò insieme a Ziti, o con Ulme-Šarruma o naturalmente con uno scriba a noi sconosciuto. Il testo KBo 45.69 è dal punto di vista paleografico molto interessante visto che il recto e il verso presentano due diverse grafie. Si può dunque pensare che esso fosse servito come testo per addestrare Pihami e che lo scriba Halwaziti abbia composto almeno una parte di esso.

 

Infine una delle copie del rituale di Maštigga, KBo 12.105+, provenienete dal HaH ha conservato il nome di Hanikkuili, figlio di NU.GIŠ.KIRI6.

 

Anche il nome di UR.MAH-ziti è attestato in un frammento KBo 56.209 che è forse riferibile ad un’attività di controllo dello scriba Pariziti.

 
ultimo aggiornamento: 08-Feb-2016
Unifi Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo Home Page

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